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GRICIGNANO DI AVERSA (CE) - Reg. dell'11 maggio 2012 ("Reg. di Polizia Urbana")

comune gricignano di aversa("Regolamento comunale di Polizia Urbana" - Delib. Commissione straordinaria n. 42 dell'11 maggio 2012 - di Gricignano di Aversa. Tratto dal sito ufficiale del comune. Le parti che interessano direttamente gli animali - molto poche e di scarsa qualità, purtroppo - sono evidenziate).

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art.1 - Oggetto e ambito di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina, nel rispetto dei principi fissati dalla Costituzione, dalla legge e dallo Statuto, le funzioni e i compiti amministrativi relativi alla "polizia amministrativa locale" nelle materie attribuite o trasferite al Comune ai sensi dell’art. 158 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, al fine di assicurare la serena e civile convivenza, tutelare la tranquillità sociale, la fruibilità ed il corretto uso del suolo pubblico e dei beni comuni, il decoro ambientale, la qualità della vita dei cittadini ed in particolar modo dei soggetti deboli, degli anziani, dei bambini, dei disabili e dei soggetti comunque svantaggiati.
2. Ai fini di cui al comma 1, il presente regolamento individua le misure necessarie per prevenire danni o pregiudizi a soggetti giuridici, a beni pubblici e privati, per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblici e per prevenire la commissione di atti illeciti.
3.    Il presente regolamento integra e completa le disposizioni vigenti in materia di: a) sicurezza urbana e pubblica incolumità; b) convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro; c) pubblica quiete e tranquillità delle persone; d) disciplina dei mestieri e delle attività lavorative; e) mediazione sociale; f ) educazione alla legalità; g) assistenza alle persone.
4.    Il presente regolamento si applica su tutto il territorio comunale.
5.    Quando, nel testo degli articoli, ricorre il termine “regolamento” senza alcuna specifica, con esso deve intendersi il presente Regolamento di Polizia Urbana.
6.    Il presente regolamento non pregiudica in alcun modo le norme statali e regionali, e i regolamenti comunali vigenti non espressamente abrogati dal presente regolamento, nonché le attribuzioni degli organi dello Stato.

Art.2 – Definizioni
1. Ai fini del presente Regolamento, si intende per : a) sicurezza urbana e pubblica incolumità: l'insieme delle misure per prevenire rischi e pericoli di danni, malattia, calamità,nonché fenomeni di illegalità diffusa e di degrado sociale; b) convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro: tutti i comportamenti e le situazioni che danno luogo all'armonioso vivere comune dei cittadini, nel rispetto reciproco, nel corretto svolgimento delle proprie attività e del civile impiego del tempo libero, nonché l'insieme degli atti che rendono l'aspetto urbano conforme alle regole di decenza comunemente accettate; c) pubblica quiete e tranquillità delle persone: la tranquillità e la pace della vita dei cittadini, anche singoli, sia nel normale svolgimento delle occupazioni che nel riposo; d) disciplina dei mestieri e delle attività lavorative: la disciplina dei mestieri ambulanti di qualsiasi tipo, delle attrazioni, dei trattenimenti e degli spettacoli viaggianti, di alcuni aspetti relativi alle attività commerciali, artigianali e industriali, nonché ogni altra attività lavorativa esercitata in qualsiasi forma, fatte salve le norme statali, regionali e comunali in materia. E' mestiere ambulante l'attività effettuata su area pubblica e consistente in un servizio ai passanti, che può comprendere la custodia o il noleggio di cose o animali, la piccola estetica che non comporti alcun rischio per la salute e l’incolumità fisica, l'abbigliamento e la pulizia della persona e delle cose, ovvero le dimostrazioni e l'esercizio d'arte, di ballo e di recitazione, di abilità, di piccolo intrattenimento o spettacolo anche musicale tramite esibizione personale e produzione di opere dell'ingegno a carattere creativo, a scopo di lucro con raccolta di offerte o tariffa, ma senza vendita di merce; è inoltre attività di strada quella svolta da astrologi, da fotografi e da coloro che realizzano video e DVD;
e) mediazione sociale, educazione alla legalità e assistenza alle persone: per mediazione sociale si intende l'attività volta a favorire l’integrazione, la convivenza civile e la bonaria risoluzione dei conflitti; per educazione alla legalità si intendono le azioni che il comune intraprende per affermare la cultura del rispetto delle norme di convivenza, informando i cittadini soprattutto in giovane età e prevenendo la commissione degli illeciti negli spazi pubblici; per assistenza alle persone s'intende il sostegno delle persone malate o disperse, indigenti o in situazioni di marginalità, ovvero l’attività volta al sostegno dei minori non accompagnati.

TITOLO II - NORME DI COMPORTAMENTO

CAPO I - SICUREZZA URBANA E PUBBLICA INCOLUMITÀ

Art.3 – Sicurezza urbana e pubblica incolumità
1.    Il Comune promuove e tutela l’esercizio dei diritti individuali, la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, la libera fruizione e il diritto di accesso agli spazi pubblici.
2.    Nei luoghi pubblici o privati aperti al pubblico, è vietato tenere comportamenti che causano pericoli per l’incolumità, per le attività o per la libera e tranquilla circolazione delle persone, o che arrecano spavento, turbamento, molestie o disturbo alle medesime.
3. Al fine di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica è interdetta la frequentazione di luoghi di ritrovo pubblici o aperti al pubblico, o di strade particolarmente affollate a chiunque si trovi in stato di ubriachezza.
4. I gestori di esercizi pubblici, commerciali, artigianali o industriali, di circoli privati, di attività di servizio al pubblico, di ogni altro locale destinato ad attività lavorative o luogo di ritrovo hanno l’obbligo di porre in essere le cautele e le attività atte ad impedire che l ’aggregazione di un numero considerevole di persone all’interno o all’esterno dei locali stessi cagioni disturbi, disagi o pericoli. I gestori sono altresì tenuti a mantenere in buono stato di conservazione le aree pubbliche occupate in base a legittimo titolo per l’esercizio della propria attività; in particolare devono eliminare la sporcizia e gli imbrattamenti causati da avventori e clienti. L’Amministrazione Comunale può sanzionare la violazione degli obblighi di cui al presente comma con la riduzione dell’orario di apertura di singoli locali e in caso di persistenza di fenomeni di disagio può applicare il disposto di cui all'art.43.
5. È vietato ostacolare o mettere in pericolo la libera e sicura circolazione di persone con ridotta mobilità; a tal fine gli spazi riservati ai disabili, le rampe e gli scivoli per le carrozzine, i corrimano delle gradinate, i percorsi per non vedenti devono restare liberi da persone e cose, ed i provvedimenti degli Uffici Pubblici che autorizzano o consentono devono prescrivere adeguate misure.

Art.4 – Prevenzione dei danneggiamenti
1.    È vietato imbrattare, diminuire la funzionalità o recare danno alle strade e alle aree e spazi comuni, agli edifici, ai ponti, alle attrezzature e arredi o veicoli pubblici, ai monumenti, e quant’altro sia posto alla fruizione della comunità o lasciato alla pubblica fede.

Art.5 - Lancio di sassi e altri oggetti, di liquidi, e uso di mezzi recanti molestia
1.    Al fine di prevenire fastidi e rischi di danno per l’incolumità delle persone è vietato lanciare sassi o altri oggetti, sostanze o liquidi in luogo pubblico o privato, anche al di fuori delle strade.

Art.6 – Pericolo di incendi, esalazioni moleste
È vietato bruciare foglie, sterpi e qualsiasi altro materiale in tutto il centro abitato, e compiere atti o detenere materiale che possano costituire pericolo di incendio.
La combustione di foglie, sterpi e qualsiasi altro materiale è consentita, nel rispetto delle leggi di settore e in materia di prevenzione incendi, esclusivamente al di fuori del centro abitato e solo nell’esercizio di attività agricole,in condizioni di sicurezza tali da non costituire pericolo di incendio.
E’ fatto inoltre divieto a chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività, lavorativa o meno, di produrre esalazioni moleste verso luoghi pubblici o privati.

Art.7 – Accensioni pericolose e lancio di oggetti accesi
1.    E’ fatto divieto per chiunque di effettuare accensioni pericolose con energia elettrica, fuochi o in altro modo, esplodere petardi, gettare oggetti accesi, in luoghi pubblici o privati, o non adibiti allo scopo o non autorizzati.

Art.8 – Precauzioni per talune attività a contatto con i luoghi pubblici
1.    Ogni verniciatura fresca prospiciente la pubblica via o aree frequentate potenzialmente a contatto con i passanti, dovrà essere adeguatamente segnalata con cartelli o
protetta in modo da non recare danni a persone e cose. 2.    Gli offendicula ed ogni manufatto o attrezzatura esposta al potenziale contatto con il pubblico
dovrà essere installata o posizionata o protetta in modo da non causare pericolo per la collettività. 3.    E' proibito eseguire sulle soglie delle abitazioni e dei fondi, o sui davanzali delle finestre, o su
terrazze e balconi, lavori o comunque altre opere che in qualsiasi modo rechino molestia a chiunque o mettano in pericolo la pubblica incolumità.

Art. 9 Trasporto di oggetti pericolosi
1.    È vietato il trasporto, il carico e lo scarico, anche a mano, senza le opportune precauzioni, di vetri, ferri, bastoni appuntiti, spranghe ed ogni altro oggetto che potrebbe causare in determinate situazioni, pericolo per la collettività.

Art.10 – Sicurezza degli edifici pubblici o privati – edilizia residenziale pubblica
1.    Ferme restando le disposizioni del Regolamento edilizio comunale, è fatto obbligo di mantenere ogni edificio, pubblico o privato, e le sue pertinenze, in buono stato di manutenzione e pulizia, in ogni sua parte, in modo da prevenire pericoli, cadute, allagamenti.
2.    Gli edifici privati devono essere mantenuti in sicurezza per quanto riguarda il peso degli arredi e dei depositi e la tipologia degli oggetti detenuti, dal punto di vista igienico e della prevenzione incendi e della stabilità degl’immobili.
3.    L’installazione di macchinari a motore a scopo lavorativo deve essere fatta a regola d’arte e secondo la normativa vigente, anche al fine di non produrre vibrazioni o rumori fastidiosi per i vicini. E' vietato dimorare in locali adibiti ad attività lavorative in modo promiscuo con attrezzature e macchinari. La violazione di tale divieto è punita con il sequestro dei macchinari e delle attrezzature, ed il    Sindaco può ordinare con propria ordinanza lo sgombero dei locali
o parte di essi. È vietato adibire a dimora i locali che, ai sensi delle vigenti disposizioni igienico-sanitarie e urbanistiche, non sono idonei, nonché destinare locali a dimora di un numero eccessivo di persone , tale da poter pregiudicare la sicurezza e l’igiene delle persone.
Nei casi di cui ai precedenti commi 4 e 5 il Sindaco può ordinare con propria ordinanza lo sgombero integrale o di parte dei locali.
I proprietari sono responsabili della manutenzione in sicurezza degli edifici secondo i principi di decoro e igiene; in particolare, i proprietari di edifici non utilizzati devono attuare tutti gli accorgimenti possibili al fine di evitare indebite intrusioni, occupazioni abusive e danneggiamenti, chiudendo efficacemente tutte le zone di accesso.
I controlli sul corretto uso degli immobili e il titolo che ne legittima l’occupazione sono effettuati, su richiesta degli Uffici competenti o d’Ufficio, a cura delle Polizia Municipale.    La Polizia Municipale porta ad esecuzione i provvedimenti di decadenza o sgombero ritenuti legittimi o necessari. Chiunque non consenta l’accesso alla Polizia Municipale per i controlli di cui sopra è punito con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 42 c.6.

Art. 11 - Cautele per oggetti sospesi, liquidi e polveri
Gli infissi, i vasi ed ogni altro oggetto sospeso su aree pubbliche o private, devono essere adeguatamente fissati con le opportune cautele al fine di garantire la sicurezza per tutte le persone.
Nei luoghi pubblici o privati, è fatto inoltre divieto di produrre lo stillicidio di acqua o altri liquidi, con eccezione per le aree agricole e i giardini, ovvero causare la caduta di terra o l’emissione di polveri, anche sbattendo tappeti, tovaglie e simili.

Art. 12 – Conduzione sicura e custodia di cani e altri animali
Chiunque detiene a qualsiasi titolo o ha in custodia animali, di qualsiasi razza o specie, ha l'obbligo di adottare tutte le cautele necessarie per prevenire disturbo o danno o spavento a persone o cose.
I cani, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico di pubblico uso o passaggio condominiale, devono essere condotti al guinzaglio e, qualora possano determinare danni o disturbo o spavento, devono indossare anche apposita museruola; si considerano come privi di museruola i cani che riescano comunque a mordere.
In ogni caso, i cani devono essere tenuti in modo da non aggredire o recare danno a persone o cose, da non oltrepassare le recinzioni ed invadere luoghi pubblici o privati incustoditi.
Chiunque conduce cani o altri animali da affezione in luogo pubblico o aperto al pubblico o di pubblico uso deve provvedere alla immediata raccolta degli escrementi utilizzando apposite attrezzature; tale obbligo non si applica nei casi in cui il soggetto che conduce il cane sia un non vedente.

Art. 13 – Frequentazione di spazi pericolosi per l’incolumità individuale
E’ fatto divieto di salire su inferriate, cancellate, ed altri luoghi dai quali si possa essere causa di fastidio o danno ai passanti. E' vietato salire, sostare o camminare, collocare oggetti di qualsiasi specie, senza giustificato motivo, su tetti, cornicioni, inferriate, cancellate e simili,od ogni altro luogo che costituisca pericolo per la propria o altrui incolumità.

CAPO II - CONVIVENZA CIVILE, VIVIBILITA', IGIENE E PUBBLICO DECORO

Art.14 – Convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro
Il Comune garantisce la civile convivenza attraverso l'attività di prevenzione e controllo del territorio, al fine di tutelare i necessari requisiti di igiene e pubblico decoro che rappresentano presupposti indispensabili per consentire ad ogni cittadino eguali condizioni di vivibilità. La Polizia Municipale, nei casi di contrasto o conflitto sociale, ricerca e propone soluzioni di mediazione tra le diverse esigenze. Nei luoghi pubblici e nelle private dimore è vietato tenere comportamenti che possono causare turbamento all’ordinata convivenza civile, recare disagio o essere motivo di indecenza. È vietato arrecare pregiudizio all’igiene della propria o altrui abitazione, nonché di qualsiasi area o edificio pubblico o privato.
In particolare, è vietato: a) abbandonare o depositare rifiuti sul suolo pubblico, gettare o disperdere carte, bottiglie, lattine, involucri, mozziconi di sigarette e qualsiasi altro oggetto anche di piccolo volume. b) tenere animali in modo da causare sporcizia, odori nauseanti o qualsiasi altri pregiudizi all'igiene e al pubblico decoro a luoghi pubblici e a private dimore.

Art.15 - Comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere
1. Nei luoghi pubblici o aperti al pubblico o di pubblico uso sono vietati i seguenti comportamenti: a) compiere atti che possano offendere la pubblica decenza; b) dimorare in tende in aree non destinate a tale scopo, in veicoli, baracche o ripari di fortuna, c) determinare situazioni di fastidio o pericolo recare intralcio o pericolo al flusso pedonale o veicolare,causare disturbi alle persone presso le abitazioni tramite, ad esempio,questua con o senza raccolta firme, vendita di merci, pulizia o lavaggio di vetri o fari o altre parti di veicoli, offerta di altri servizi,l'accattonaggio, soprattutto nei luoghi destinati al culto e cimiteri; d) vendere o offrire merci o servizi con grida o in altri modi molesti; e) spostare, sporcare o rendere inservibili le campane per la raccolta vetro e/o qualsiasi cassonetto destinato alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani.
2. La Polizia Municipale può disporre l’allontanamento di chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera b), procedere al sequestro dei veicoli e delle attrezzature utilizzate, ai sensi dell’articolo 42, ordinare l’abbattimento e la rimozione dei ripari di fortuna utilizzati;

Art.16 – Attività proibite e uso del suolo pubblico
Ogni occupazione di suolo e aree pubbliche, o aree di pubblico uso, deve essere autorizzata dal comune nel rispetto delle disposizioni contenute nel Codice della Strada e nell’apposito Regolamento delle occupazioni degli spazi e aree pubbliche, e deve essere svolta nel rispetto delle prescrizioni stabilite.
È proibita ogni attività che deteriori o diminuisca il decoro del suolo o aree pubbliche o di pubblico uso, ovvero rechi disagio o pericolo alla collettività.In particolare, a titolo di esempio, sono vietati:
a) l’esercizio del commercio in forma itinerante a-bis) la detenzione di articoli e merci in borse, cartelle o altri contenitori, che per quantità e qualità non costituiscano il normale acquisto personale ma siano destinati alla vendita e siano sprovvisti dei regolari documenti; b)qualsiasi mestiere o attività, professionale o non, senza specifica autorizzazione.

Art.17 - Esecuzione di giochi in luogo pubblico
1.    È vietato effettuare giochi in luoghi e aree pubbliche o di pubblico uso al di fuori degli spazi appositamente predisposti.
2.    I giochi organizzati da più persone, con o senza l'utilizzo di strutture fisse o mobili, sono consentiti solo previa autorizzazione nella quale siano inserite le prescrizioni relative all'uso del suolo pubblico e ad ogni altro accorgimento ritenuto opportuno.

Art.18 - Recinzione e manutenzione terreni
Ogni terreno deve essere recintato in modo da vietare lo scarico dei rifiuti e deve essere tenuto in ogni momento in buone condizioni di manutenzione e decoro da parte di chi ne ha la disponibilità, con particolare riguardo alle sterpaglie ed in condizioni igieniche buone allo scopo di prevenire il proliferare di animali sgraditi o portatori di malattie.
I proprietari di terreni all'interno del centro abitato hanno l'obbligo di recintarli solidamente e completamente in modo tale da inibire l'accesso agli estranei, lo scarico dei rifiuti. E’ fatto obbligo di evitare che siepi o piantagioni fuoriescano dalle recinzioni causando danno o pericolo.
E' fatto inoltre obbligo di mantenere la vegetazione ad un livello di altezza tale da non essere potenzialmente causa di incendi o di depositi di rifiuti. Ai fini di salvaguardare la pubblica incolumità nelle recinzioni, i proprietari devono evitare l'uso di materiali pericolosi in sé o per come sono utilizzati.

Art.19 - Tende, luci, insegne, mostre, vetrine, targhe e monumenti
La collocazione o la modificazione di fari, luci, lanterne, tende, targhe, bacheche, bandiere e simili, non costituenti mezzo pubblicitario, è soggetta ad autorizzazione comunale.
E’ vietato lasciare in stato di fatiscenza o sporcizia gli oggetti e arredi di cui sopra, che dovranno essere puliti e mantenuti in buono stato. In caso di inosservanza del presente obbligo decade il titolo autorizzatorio. Gli impianti per l'illuminazione pubblica, i cartelli per la denominazione delle vie o per la
circolazione stradale o altri oggetti di pubblica utilità possono essere apposti sui fabbricati di proprietà pubblica o privata, nei luoghi ritenuti più convenienti o adatti.

Art.20 - Decoro dei fabbricati e scritte sui muri
1.    Ferme restando le disposizioni previste dal Regolamento edilizio riguardo al decoro degli edifici e quanto previsto dall’articolo 19, sulle facciate o altre parti dei fabbricati visibili dal suolo pubblico è vietato collocare oggetti sulle finestre e sulle terrazze o comunque in vista, in modo da causare diminuzione del decoro dell’immobile.
2.    E' vietato effettuare scritte o disegni sugli edifici pubblici o privati, sulle loro pertinenze, porte, muri, manufatti o infrastrutture.
3.    L'amministrazione comunale provvederà alla copertura in via d'urgenza delle scritte abusive a contenuto politico o comunque blasfeme o contrarie alla pubblica decenza e all’ordine pubblico.
4.    E’ consentita l’applicazione di materiali trasparenti che impediscano di tracciare scritte o favoriscano la ripulitura delle stesse.

Art.21 - Giardini, parchi, aree verdi e fontane
1. Nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi pubbliche e' vietato: a) cogliere i fiori, strappare fronde e recare in qualsiasi modo danno alle piante, alle siepi, alle recinzioni, alle panchine, ai lampioni, alle fontane, ed a qualsiasi altro oggetto ivi posto a pubblico uso od ornamento; b) calpestare le parti erbose, entrare nelle aiuole, nei recinti ed in qualunque altra parte non destinata a pubblico passaggio, ove tale divieto è espressamente segnalato; c) transitare o sostare con veicoli a motore fatti salvi i veicoli elettrici autorizzati nei luoghi del punto b) nonché sui i viali interni dei pubblici giardini, su quelli riservati ai pedoni e in genere fuori dei viali e delle strade appositamente destinati, ove si applica il Codice della Strada; d) salire sugli alberi, appendervi od affiggervi qualsiasi cosa, scuoterli, scagliar loro contro pietre, bastoni e simili;
e) salire o comunque usare le attrezzature ed i giochi destinati ai bambini in modo non corretto o comunque da soggetti palesemente al di fuori della fascia di età cui sono destinati.

CAPO III - PUBBLICA QUIETE E TRANQUILLITA’ DELLE PERSONE

Art.22 - Pubblica quiete e tranquillità delle persone
1.    Il Comune tutela e assicura la quiete e la tranquillità delle persone quale presupposto della qualità della vita in città.
2.    E’ fatto divieto a chiunque, col proprio comportamento o attraverso la propria attività o mestiere, nei luoghi pubblici come nelle private dimore, di disturbare la pubblica quiete e la tranquillità delle persone, anche singole, in rapporto al giorno, all’ora ed al luogo in cui il disturbo è commesso, secondo il normale apprezzamento e tenendo conto che quanto sopra può costituire barriera percettiva e sensoriale per i soggetti svantaggiati.
3.    E' particolarmente tutelata la fascia oraria che va dalle ore 24,00 alle ore 07,00 (alle ore 09,00 dei giorni festivi) ed ogni comportamento si deve conformare a questo principio. Gli uffici pubblici,nell'autorizzare attività, eventi, spettacoli, impongono prescrizioni che tengano conto di quanto sopra.

Art.23 – Rumori e schiamazzi nei luoghi di ritrovo
1.    I gestori dei locali e dei luoghi di ritrovo di cui al precedente articolo 3 comma 4 sono altresì tenuti a porre in essere tutte le cautele e le attività possibili atte a scoraggiare i comportamenti che causano schiamazzi e rumori. Anche la propagazione di suoni con strumenti musicali, radio, televisione o strumenti elettronici o altri mezzi di diffusione non deve recare disturbo ai sensi dell’art. 22. L’uso di amplificatori sul suolo pubblico deve comunque cessare dalle 24.00 alle 7.00 salvo specifica autorizzazione.
2.    Così come previsto dall’articolo 3 comma 5, l’amministrazione comunale, a seguito di violazione rilevata ai sensi del comma 1, può ridurre l'orario di apertura di singoli locali e in caso di reiterazione di fenomeni di disagio può applicare il disposto di cui all'art.43.

Art.24 – Rumori e schiamazzi per le strade
1.    Al di fuori delle attività di ritrovo di cui all’art. 23, è fatto divieto a chiunque di recare disturbo, ai sensi dell’art. 22, con rumori, schiamazzi, strumenti musicali o altri mezzi di diffusione. L’uso di amplificatori deve comunque cessare dalle 24.00 alle 7.00 salvo specifica autorizzazione
2.    Durante il trasporto, il carico e lo scarico o lo spostamento di oggetti o materiali per le strade pubbliche e private, nei cortili e nelle pertinenze, è fatto obbligo di attuare tutte le cautele per evitare frastuono o rumore.

Art.25 – Disturbo alla pubblica quiete procurato da animali
1.    E' fatto divieto di detenere cani o altri animali che rechino disturbo alla pubblica quiete e al riposo.

CAPO IV - MESTIERI E ATTIVITÀ LAVORATIVE

Art.26 - Decoro nell'esercizio dell'attività lavorativa
1.    Ogni mestiere esercitato su strada ed ogni altra attività lavorativa esercitata in locali, anche da una sola persona, deve essere effettuata garantendo le condizioni igieniche.
2.    I locali visibili dalla pubblica via e gli esercizi accessibili al pubblico dovranno essere in ogni momento perfettamente puliti, ben mantenuti e tinteggiati per non recare pregiudizio al decoro cittadino.

Art.27 - Obbligo di vendita delle merci esposte e dell’uso dei bagni
In nessun caso può essere rifiutata la vendita delle merci che comunque a tale fine siano esposte al prezzo indicato.
Qualora s'intenda soltanto esporre merce od oggetti, è obbligatorio segnalare che non sono in vendita. E’ fatto obbligo agli esercenti dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di mantenere i bagni in buono stato di manutenzione e di consentire l’utilizzazione dei bagni a chiunque ne faccia richiesta.

Art.28 - Modalità di esposizione merci e oggetti fuori dai negozi o per strada
1.    Ogni merce esposta per la vendita non dovrà sporgere di oltre 10 centimetri dalla soglia dell'esercizio e comunque non dovrà costituire pericolo od ostacolo, per forma, materiale e posizionamento, per i passanti e/o disabili in carrozzina.
2.    E’ vietato esporre merce o oggetti che possano facilmente sporcare il suolo pubblico o i passanti, ovvero emanare odori nauseanti o molesti.

Art.29 - Divieto di uso di contrassegni, stemma e gonfalone del comune
1.    Al di fuori di quanto previsto dalla disciplina dell'uso dello stemma del Comune e del gonfalone, è vietato usare lo stemma del Comune e la denominazione di uffici o servizi comunali, per contraddistinguere in qualsiasi modo attività private.

Art.30 - Mestieri ambulanti e artisti di strada
1. E’ vietato esercitare mestieri ambulanti o l'attività di artista di strada nell'ambito del territorio comunale senza rispettare le specifiche disposizioni contenute nei provvedimenti comunali in materia. Tutti i mestieri ambulanti non previsti da tali disposizioni sono considerati vietati. L’amministrazione comunale, in occasione di particolari eventi o per determinati luoghi o situazioni, può impartire specifiche disposizioni per l’esercizio o la sospensione temporanea delle attività di cui trattasi.

Art.31 - Pubblici trattenimenti e spettacoli viaggianti
Gli allestimenti, le baracche e i loro annessi, ed ogni altra simile costruzione permessa temporaneamente dovranno essere mantenute pulite e in perfette condizioni igieniche anche in base alle prescrizioni che potranno volta per volta essere stabilite dal comune.
Il suolo pubblico dovrà inoltre essere tenuto pulito e libero da ogni ingombro per un raggio di metri tre intorno allo spazio occupato. A coloro che svolgono l'attività di spettacolo viaggiante è fatto obbligo di tenere il pubblico, con
particolare riguardo ai bambini, ad una distanza dall'attrazione tale da impedire che allo stesso sia procurato danno o pericolo.
Ai soggetti che svolgono l'attività di spettacolo viaggiante e di pubblico intrattenimento è vietato: • a) di attirare il pubblico con richiami rumorosi e molesti; • b) di tenere aperti gli allestimenti oltre l'orario consentito dalla singola autorizzazione e comunque oltre le ore 23,00.
L’amministrazione comunale, in occasione di particolari eventi o in determinati luoghi o situazioni può, con specifica ordinanza, impartire disposizioni o specificazioni.

Art.32 -Volantinaggio e distribuzione di oggetti
1.    Sul suolo pubblico o dai locali aperti su di esso, è consentito, nelle forme non vietate e fuori dalle carreggiate, distribuire o depositare per la libera acquisizione qualsiasi oggetto, giornale, volantino, purché non sia recato pregiudizio alla pulizia del suolo o disturbo alla circolazione, anche dei pedoni.
2.    Il volantinaggio, dove consentito, può essere effettuato solo a persone fisiche. E’ vietata la distribuzione su veicoli in sosta, sulle soglie e sui gradini degli edifici prospicienti marciapiedi e aree pubbliche.
3.    E' vietato depositare materiale pubblicitario nelle cassette postali o all'interno di spazi condominiali, laddove i proprietari degli edifici abbiano esposto visibile cartello di non gradimento o abbiano installato apposito raccoglitore.

TITOLO III - MEDIAZIONE SOCIALE, EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ E ASSISTENZA ALLE PERSONE

Art.33 – Mediazione sociale e educazione alla legalità
1.    Il Comune favorisce la mediazione sociale intesa come integrazione tra persone, convivenza civile e bonaria risoluzione dei conflitti con servizio svolto dagli appartenenti alla Polizia Municipale.
2.    L'attività di mediazione sociale di cui al presente articolo è svolta in quei conflitti che non vedano il concretizzarsi della commissione di un reato, anche punibile dietro presentazione di querela,qualora la stessa sia stata presentata.
3.    Gli addetti al servizio suddetto possono in particolare convocare le parti o i soggetti che recano o subiscono conflitto e cercano di ricomporre le situazioni di disagio, verbalizzando le conclusioni dell'incontro.
4.    Nel caso in cui la mediazione venga svolta da personale appartenente alla Polizia Municipale che riscontri l'esito positivo dell'incontro, verbalizzando gli impegni presi dalle parti in questione, possono non essere rilevate le eventuali violazioni amministrative previste dal presente regolamento commesse dai soggetti e direttamente ricollegabili al conflitto.
5.    Tra i medesimi soggetti e per la medesima questione non può essere effettuato più di un intervento di mediazione.
6.    Qualora le parti non ottemperino agli impegni presi nel verbale di cui al comma precedente, sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art.42 c.2.
7.    La Polizia Municipale pone alla base della sua azione la prevenzione degli illeciti e dei conflitti sociali, educando al rispetto delle norme di convivenza.

Art.34 – Accompagnamento di persone in difficoltà e minori
1.    In casi di emergenza ed urgenza sociale che vedano coinvolte persone indigenti, sole, incapaci, anziane o minorenni o comunque soggetti in situazioni di gravi difficoltà, il personale della Polizia Municipale interviene anche secondo quanto stabilito nei protocolli operativi definiti con altri uffici o servizi comunali, altre pubbliche amministrazioni e strutture convenzionate.
2.    Nel caso di interventi effettuati sulla base del presente regolamento che comportino situazioni di disagio sociale e perdita dei mezzi minimi di sussistenza, assieme alla Polizia Municipale dovranno essere presenti soprattutto i competenti servizi sociali per valutare, in relazione alle condizioni economiche e sociali, l'individuazione di alternative, consone e idonee sistemazioni.
3.    Per la soluzione delle situazioni di cui al comma 1 il personale della Polizia Municipale, rilevata la situazione, può provvedere all'accompagnamento della persona presso un centro di accoglienza o altro locale indicato dai servizi sociali.
4.    Nei confronti di minori moralmente o materialmente abbandonati o che si trovano in altre situazioni previste dall'art.403 C.C., la Polizia Municipale interviene identificando il minore e ricoverandolo presso un centro di accoglienza. In caso si tratti di minori di cittadinanza straniera, si procede all'identificazione ed al ricovero in strutture adeguate secondo gli accordi presi con le pubbliche amministrazioni interessate e le altre forze di polizia. In tutti i casi di cui sopra viene fatta segnalazione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori.

Art.35 - Trattamenti Sanitari Obbligatori e Accertamenti Sanitari Obbligatori
1.    In occasione di Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) o Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO) ai sensi della legge statale gli operatori sanitari ed il personale della Polizia Municipale svolgono gli adempimenti inerenti il proprio ruolo istituzionale.
2.    Gli operatori sanitari intervengono sul posto ed attuano il provvedimento di TSO o ASO ponendo in essere iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato nel rispetto della dignità della persona e dei suoi diritti.
3.    Il personale della Polizia Municipale, durante le operazioni di cui al presente articolo, tutela l'incolumità delle persone e l'integrità dei beni pubblici e privati, concorre alle iniziative volte ad assicurare il consenso ed interviene nei confronti del soggetto da sottoporre al provvedimento solo qualora questi metta in atto un comportamento di resistenza attiva o passiva ovvero sia
causa di pericolo o danno per se stesso, per altri o per le cose, o sia necessario accedere con la forza dentro locali chiusi o dimore, garantendo la piena attuazione del provvedimento stesso.

TITOLO IV - SANZIONI, PROVVEDIMENTI RELATIVI AI TITOLI AUTORIZZATORI E PROCEDURA DI RIMESSA IN PRISTINO

CAPO I - SANZIONI E PROVVEDIMENTI RELATIVI AI TITOLI AUTORIZZATORI

Art.36 – Sistema sanzionatorio
1.    Nei casi di conflitto sociale e degli altri casi in cui ciò sia appropriato e possibile, la Polizia Municipale è tenuta ad esperire tentativi di mediazione e conciliazione prima di erogare le sanzioni del presente capo.
2.    Ai fini dell'accertamento ed irrogazione delle sanzioni previste dal presente regolamento, si applicano le disposizioni della Legge 24 novembre 1981, n. 689, dell'art.7 bis del D.Lgs. 18 agosto 2000 n.267.
3.    Tutti i soggetti nei confronti dei quali siano state accertate violazioni al presente regolamento possono proporre ricorso amministrativo nelle forme di cui al comma seguente.
4.    L’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi e ad emanare le ordinanze di cui all'art.18 della L.689/81 è individuata nell’Ufficio competente per materia . I proventi sono destinati al Comune.
5.    Competente ad accertare le violazioni alle norme del presente regolamento è, in via prioritaria, la Polizia Municipale. Sono competenti altresì gli altri soggetti che rivestono la qualità di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.

Art.37 –Sanzioni
1.    Chiunque viola le disposizioni di cui all'art.4 c.4, 8 c.1, 11 c.2, 17 c.1, 22 c.1 lett.a), d), f) del presente Regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da Euro_ 54,00 ad Euro _ 516,00.
2.    Chiunque viola le altre disposizioni del presente Regolamento o delle ordinanze ad esso riferibili è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da _ 80,00 a _ 516,00.
3.    Chiunque viola le prescrizioni dei titoli autorizzatori previsti ai sensi del presente regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da _80,00 a 516,00. Alla medesima sanzione, in assenza di specifica disposizione, è soggetto chi viola le prescrizioni di altri titoli autorizzatori di competenza del Comune.
4.    Qualora ai sensi del presente regolamento sia richiesto un titolo autorizzatorio, esso deve sempre essere ostensibile agli agenti accertatori che ne facciano richiesta durante lo svolgimento dell'attività. Chiunque non ottemperi al presente obbligo è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da _80,00 a _516,00.
5.    Il trasgressore che non ottempera al provvedimento di diffida di cui all'art.41 o non vi ottempera nei termini previsti, o che, in caso di ripristino o rimozione di opere di facile attuabilità, si sia rifiutato di eseguirla immediatamente, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da _80,00 a _516,00.
6.    E' sempre consentito il sequestro amministrativo ai sensi degli articoli 13 e 20 della Legge 24 novembre 1981, n. 689 e del D.P.R. 29 luglio 1982 n.571. Ai sensi dell'art. 13 Legge 24 novembre 1981 n.689 è inoltre sempre possibile agli agenti accertatori accedere ai locali ove si svolga qualsiasi attività lavorativa. Chiunque impedisca, anche temporaneamente, l'accesso agli agenti accertatori all'interno dei locali adibiti ad attività lavorativa, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da _ 80,00 a _ 516,00.

Art.38 – Provvedimenti relativi ai titoli autorizzatori e ai locali ove si esercitano le attività autorizzate.
1.    L’amministrazione comunale, per motivi di pubblico interesse, può sospendere o revocare con apposito provvedimento motivato qualsiasi titolo autorizzatorio di competenza del Comune ed eventualmente chiudere i locali senza che il titolare del medesimo abbia diritto a indennità o compensi di sorta.
2.    Qualora espressamente previsto nel provvedimento di sospensione o revoca la Polizia Municipale applicherà appositi sigilli ai locali ove venivano esercitate le attività il cui titolo autorizzatorio sia stato sospeso o revocato.

Art.39 – Segnalazioni o reclami
1.    Chiunque desideri presentare segnalazioni o reclami relativamente ad eventi o comportamenti rientranti nell'ambito di applicazione del presente regolamento ed essere informato degli esiti, può farlo presentando richiesta presso l’Ufficio protocollo che smisterà ai competenti uffici.

CAPO II - PROCEDURA DI RIMESSA IN PRISTINO

Art.40 – Rimessa in pristino o rimozione delle opere di immediata attuabilità.
1. Qualora a seguito della violazione di una delle disposizioni del presente regolamento sia necessario provvedere a ripristinare il precedente stato dei luoghi o a rimuovere le opere abusive,l'agente accertatore ne fa espressa menzione nel verbale di accertamento imponendo tale obbligo al trasgressore, menzionando altresì se il ripristino o la rimozione siano di immediata attuabilità. Se il ripristino o la rimozione vengono immediatamente eseguiti, l'agente accertatore ne dà atto nel verbale di accertamento.
2. Qualora il trasgressore rifiuti di attuare immediatamente il ripristino dello stato dei luoghi o la rimozione è soggetto alla sanzione di cui all’art. 37 c.5. In caso di mancata ottemperanza si può provvedere comunque al ripristino dello stato dei luoghi o alla rimozione delle opere a cura del Comune e a spese dell’interessato.

Art.41 – Rimessa in pristino o rimozione delle opere di non immediata attuabilità.
1. Qualora il ripristino del precedente stato dei luoghi o la rimozione delle opere abusive conseguente la violazione di una delle disposizioni del presente regolamento sia di non immediata attuabilità, o non sia stato comunque effettuato, l'agente accertatore ne fa espressa menzione nel verbale di accertamento imponendone così l'obbligo al trasgressore e invia copia del verbale con specifico rapporto all’Ufficio competente che emana un provvedimento di diffida da notificarsi al trasgressore.
2. Qualora il trasgressore non ottemperi a quanto diffidato o vi ottemperi oltre i termini previsti, è soggetto alla sanzione di cui all'art.37 c.5. In caso di mancata ottemperanza si provvede comunque al ripristino dello stato dei luoghi o alla rimozione delle opere a cura del Comune ed a spese dell’interessato.

Art.42 – Entrata in vigore.
1. Il presente regolamento entra in vigore a partire dal quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune.
2 . Al presente Regolamento deve essere assicurata la più ampia pubblicità.
3 . Copia dello stesso deve , inoltre, essere sempre tenuta a disposizione del pubblico sul sito comunale perché chiunque ne possa prendere visione.